Parole sparse

02Nov12

A dispetto delle apparenze questo blog non è già defunto. Semplicemente non lo aggiorniamo perché siamo abbastanza intelligenti da renderci conto che non abbiamo nulla di così interessante da raccontare che qualcun altro non abbia detto meglio di noi. Quindi mediamente intelligenti, direi. Per questa volta lasciamo che le parole si ricerchino da sole e diano un senso a se stesse. Presentiamo questa poesia senza autore, invitando a riflettere sul ruolo delle parole e sulla loro capacità di descrivere il mondo reale. Promettiamo che tale argomento sarà presto trattato in post successivi da gente che ne sa più di noi. A pacchi da sei, probabilmente.

In ogni caso, a chi interessasse, il cut-up è una tecnica letteraria e testuale in senso semiotico (può per esempio essere applicata anche a testi sonori o audiovisivi), che consiste nel tagliare delle parole da una sequenza compiuta, più comunemente una pagina, e nel ricomporle secondo un altro ordine. La sua definizione moderna nacque nel 1920 durante una riunione del movimento surrealista, quando Tristan Tzara suggerì di creare una poesia estraendo casualmente parole da un cappello. La proposta della “poesia per tutti” scatenò una piccola rivolta e costò l’espulsione di Tzara dal movimento ad opera di André Breton. Quasi quarant’anni più tardi, il pittore e poeta Brion Gysin pubblicò il primo romanzo-collage, Minutes to go, frutto della riscoperta della tecnica in seguito a ritagli fortuiti da un giornale, raccontata personalmente da Gysin all’amico scrittore William Burroughs, anch’egli futuro utilizzatore e divulgatore della stessa all’interno del movimento beat. Nell’opera a quattro mani composta dai due, The third mind, William Burroughs scrive: “Tutta la scrittura in realtà è cut-up. Un collage di parole già lette, sentite e risentite. Cos’altro? L’uso delle forbici rende il processo esplicito e soggetto a estensioni e variazioni”. In quanto frutto di convenzioni, le parole scritte sono solo ‘ritagli’ di significato già utilizzati nel linguaggio comune. Il quale è una convenzione esso stesso. O no?

P.S. Mi pare di capire che per aggiungere l’opzione di giustifica del testo bisogna pagare qualche cosa. Se esiste un altro modo saremmo lieti se qualcuno ce lo indicasse, senza esprimersi in linguaggi nerd oscuri e incomprensibili, grazie. Altrimenti ci scusiamo per il disagio con colui o colei che sarà arrivato/a a leggere fino qui.

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6 Responses to “Parole sparse”

  1. Seleziona tutto, poi Alt +Shift + J . Oppure tagliate l’ordine dei tasti ma non otterrete nulla, purtroppo le macchine non hanno l’iperstesto implementato

  2. 3 un ammiratore

    Nota Bene: Mestolate torna in vita nel giorno dei morti.

  3. il testo giustificato c’è in alcuni temi e non in altri. comunque il testo giustificato è il male, peggio della figa e dei Luciferme tipo.


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