I dieci migliori dischi italiani del 2012

26Dic12

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INTRODUZIONE – LATO A:
Il 2012 è stato un anno abbastanza di merda per varie ragioni. Pieno di attese non rispettate, maturazioni mancate e deludenti, ritorni indietro. Anche musicalmente, per certi versi, è stato così. Contagi di retromania a sfare, rimandi a non si sa bene cosa e niente che abbia fatto particolarmente drizzare le orecchie. Tipiche espressioni di decadenza della società. Detto ciò, anche noi di mestolate non potevamo esimerci dal presentare il nostro inutile classificone di fine anno. Ci siamo concentrati sulla musica italiana perché siamo molto italiani, da qui veniamo, qui viviamo e praticamente siamo degli ignoranti. Io personalmente non so se sarei riuscito a mettere insieme dieci dischi stranieri belli usciti in questi ultimi dodici mesi, ma almeno provo ad abbozzare un podio internazionale. Molti mi troverebbero d’accordo con “World Music” dei Goat al primo posto, “Advaitic Songs” degli Om al secondo e “The Money Store” dei Death Grips al terzo. In ogni caso, penso che meritino. Senza ulteriori indugi, passiamo ai dieci migliori dischi italiani di quest’anno secondo mestolate, che ha trovato non poche difficoltà nel mettersi d’accordo su quest’ordine, abbioccandosi sulle riflessioni tra un abbacchio al forno con patate (sul pranzo-cena di Natale spero ci illumineranno presto gli amici di Parmigiana Fuzz, mentre su “abbioccandosi sull’abbacchio” ci metto il mio copyright) e un brindisi col pandoro.


10. Rancore e Dj Myke – “Silenzio”

9. Fuzz Orchestra – “Morire per la patria”

8. Chambers – “La mano sinistra”

7. Putiferio – “LovLovLov”

6. Fine Before You Came – “Ormai”

5. La Morte – “La Morte”

4. Disquieted By – “Lords of Tagadà”

3. Mombu – “Zombi”

2. Uochi Toki – “Idioti”

1. Ronin – “Fenice”

Tre menzioni speciali vanno inoltre a dischi che non hanno trovato spazio in questa classifica, ma forse avebbero dovuto:

Xabier Iriondo – “Irrintzi”

Calibro 35 – “Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale”

Verbal – “Verbal”

CONCLUSIONE – LATO B:

Quando arrivo a fine anno la classifica è solo una delle spie che mi rivelano tutto quello che non ho raccolto e non ho seminato, tutte le inadeguatezze dell’anno trascorso e della vita in progress, e tutto l’avanzamento percentuale della mia sfiducia riguardo i piani per l’anno futuro. So con tutto me stesso che le classifiche sono una minchiata senza senso, eppure ne vengo ossessionato. Mi accorgo di non conoscere il 99% dei dischi menzionati qua e là, di aver perso ancora una volta lo zeitgeist, e soprattutto di non riuscire a fottermene – nonostante non abbia più quindici anni, non frequenti più il forum di Ondarock e mi accorga dei sottotesti “produci consuma crepa” nell’intero stare appresso ai sistemi di trasmissione culturale e relativo chiacchiericcio che scambio, ancora a 28 anni, per “lo spirito del tempo”.

I più bei dischi stranieri che ho ascoltato sono quello dei Goat, quello dei Death Grips, quello dei Dirty Projectors, quello degli Yeasayer e quello dei Converge (questo mi è piaciuto di meno, per dire, del disco dei Chambers, e mi sono fatto tutto un pippone sulle micro-responsabilità nel redigere una classifica e del perché questa non può seguire criteri come quelli che seguo io, sennò io per primo toglierei ogni fiducia al mondo del “giornalismo” musicale). Insomma, sembrano usciti da un generatore automatico di classifiche indie.

Perché mettiamo in classifica solo dischi italiani? Mi accodo alla spiegazione del lato A, e aggiungo: molti dei dischi in classifica sono in dowload gratuito, e io sono troppo pigro anche per scaricare illegalmente. E poi, in contraddizione con quello che ho detto prima, mi sto sforzando di lasciar fottere lo zeitgeist e tornare all’orticello.

Film belli del 2012 ne ho visti pochi. La vaccata dell’anno è il nuovo Batman. Un romanzo che mi è piaciuto tanto è L’isola dei liombruni di Giovanni De Feo, una graphic novel Habibi di Craig Thompson. Non sono del 2012?

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3 Responses to “I dieci migliori dischi italiani del 2012”


  1. 1 Alive: come (non) essere sopravvissuti all’ennesimo pranzo di Natale | Parmigiana Fuzz
  2. 2 Non sono sopravvissuto/Il tempo non esiste: speciale retroattivo a 11 dimensioni ed infiniti polli paralleli | Parmigiana Fuzz
  3. 3 Chambers/The Death of Anna Karina – Split | mestolate

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