Euro-Pinoy Jazz Concert 2014

23Feb14

Rocco Hunt ha vinto Sanremo giovani con un pezzo mediocre, di cui tutto il possibile l’ha già detto lui. La notizia buona è che non è un pezzo sull’insonnia, pedaggio che apparentemente deve pagare chiunque registri un disco rap. La notizia migliore è che se chi dice di essere underground vince Sanremo, oltre a fare ridere, significa che questo genere corroso sta per passare nuovamente di moda.

Un’altra cosa è che sono andato a sentire Nguyên Lê con un quintetto jazz. Nguyên Lê io lo conosco principalmente per essere un chitarrista franco-vietnamita della madonna e per le cover di Jimi Hendrix.:

Gli altri non li conoscevo, ma per dovere di cronaca andateveli a cercare qui, perché a noi della cronaca non ce ne fotte nù cazz, sempre per citare Rocco Hunt. Il concerto era organizzato dall’European Union National Institutions for Culture (EUNIC), probabilmente per l’attenzione dei senzapalle. Ci vuole circa un’ora e mezza (senza traffico) per trovare la piazza dove si svolge il concerto all’aperto, ecco la mappa:

 intra

Poi tre tizi che mangiavano su un camion mi indicano dove sta il posto prima che gli esca il sangue dal naso. È un’espressione che si usa quando ti sforzi così tanto da pensare in inglese che il tuo cervello va in pappa e ti scende il sangue dal naso. A due passi dalla cattedrale più importante del paese, sopravvissuta alla seconda guerra mondiale, la gente dorme per strada nella sporcizia. Il fiume Pasig però, alle spalle della piazza, in questa serata ventilata non puzza di fogna. Già nelle cronache della resistenza agli spagnoli si diceva che facesse schifo.

Mentre il cantante “a cappella” tedesco si muoveva come un assoluto cretino, qualcuno in camicia beveva birra dalle lattine – io ero  l’unico con le bottiglie portate da casa. Verso la fine del concerto, che mi sono perso per metà e che contava alcuni standard e alcune composizioni jazz del contrabbassista, più qualche altra più crossover/funk asiatica probabilmente del chitarrista, scopro con circa un anno di ritardo che il mio smartphone ha lo zoom nelle foto:

 WP_20140222_004

Al ritorno, in un sottopassaggio per il municipio, c’è una libreria dell’usato infilata in mezzo metro per uno. Il ragazzo che ci lavora sta sistemando libri verso l’una di notte, mi chiede di dove sono. Dopodiché mi chiede se conosco dell’eccidio di Monte Sole, io rispondo negativamente e mi mette in mano un libro sull’argomento. Realizzo solo ora che si tratta della strage di Marzabotto.
Prendo un tragitto più lungo, passando per delle zone piuttosto infami. Un tizio strano seduto al bar, con la barba lunga da santone, ha un’escrescenza enorme sulla fronte, sembra un tumore. Un ragazzino di strada sale e scende dalla jeepney senza pagare il biglietto, come spesso succede. Lo stesso fa un losco figuro con una ferita alla testa, chiaramente appena procuratasi.

P.S. Questo pezzo è dedicato a Giacomo, che si è appena laureato in pianobar.

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One Response to “Euro-Pinoy Jazz Concert 2014”

  1. L’ha ribloggato su Call me Ishmael .


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