Nick Oliveri @ LO-FI, Milano 17/07/2014

19Lug14
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“Nicotine, Valium, Vicodin, Marijuana, Ecstasy and Alcohol…”


La zona che circonda la stazione di Milano Rogoredo è caratterizzata dall’inizio del degrado periferico, “sembra il quinto elemento”. Per attraversare il sottopassaggio della stazione bisogna schivare un tossico dopo l’altro, ma di quelli marci, italiani che sembrano usciti direttamente dagli anni Ottanta per chiedere le monetine. Il Lo-fi è un circolo ARCI che sorge davanti ai binari del treno, circondato da palazzoni fatiscenti post-olocausto nucleare. Alle nove ancora ci sono poche persone, alla fine in tutto saremo una cinquantina. Fuori le zanzare tigre, dentro un’afa soffocante. Le ideologie da cui ho preso spunto mi hanno sempre insegnato a non creare degli idoli, a non mettere mai nessuno sopra un piedistallo. Eppure col suo fisico da spaccatore di teste, i tatuaggi brutti con teschi sulle braccia – “MUST DIE” – e un numero 1 con i colori della bandiera a stelle e strisce, Nick Oliveri fa la sua (s)porca figura. Ricorda un po’ G.G. Allin, di cui interpreta “Outlaw scumfuc”, con un’attitudine assolutamente punk ma anche molto più gioiosa e accogliente, un compagnone di sbronze che ne ha viste tante ma non si tira mai indietro.

E infatti urla a squarciagola per tutto il concerto, che finisce con una corda spaccata (dice che la sera prima ne ha rotte cinque) durante un lungo medley in tributo alla morte di Tommy Ramone; beve tequila, racconta storie lunghe e barzellette (“sono stato al mare a Cervia col gruppo spalla e mi sono ustionato / io non verrei mai a sentire un concerto acustico del genere / sapete cosa fanno un coreano e un ebreo al bar? / ad Halloween ci sarà la reunion dei Queens of The Stone Age per una serata a Los Angeles dopo dieci anni / etc.), fa salire tutti sul palco a cantare il ritornello di “Feel good hit of the summer”. Una personalità adrenalinica che guida dal palco uno sparuto gruppetto di supersiti, i sopravvissuti di una’estetica tramontante che se ne fottono della barca che affonda e danzano tutti insieme sul ponte di prua. L’ingresso è teatrale, alla voce in “Gonna leave you” e “Mondo generator” suonate dal gruppo spalla, i romagnoli Them bulls, che aprono con un tiro niente male, considerato il carattere improvvisato della loro prima importante data, sulla stessa linea rock/stoner dei QOTSA.
Dopodiché, lo show solista prosegue con chitarra acustica e voce calda ma tonitruante, che da sole riescono a svolgere lo sforzo di una band death metal, anzi, “death acoustic”. Volevo anche dire “stolida” da qualche parte ma non mi ci stava. E quindi mi sono reso conto che avevo indosso la maglietta dei Kyuss per un motivo preciso, e pensavo che quella stagione fosse tramontata del tutto mentre invece qualcuno è ancora rimasto, pochi ma buoni. A fine concerto ho trovato la corda rotta della chitarra per terra, l’ho infilata nello zaino.

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One Response to “Nick Oliveri @ LO-FI, Milano 17/07/2014”


  1. 1 King Buzzo @ Carroponte, Sesto San Giovanni 09/09/2014 | mestolate

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