Sono stato a sentire Tyler, the Creator e questo non è un articolo di Vice

18Lug16

8 (1)
Spoiler: se volete veramente leggere la recensione del concerto partite dal quinto paragrafo, oppure la trovate qui.

E’ passato quasi un anno dall’ultima volta che volevo andare a sentire un concerto hip hop americano, un concerto che rientra nella mia top ten dei migliori che mi sono perso, per un motivo futile, per un motivo proprio da stronzi anzi: il mio nuovo coinquilino stava per arrivare la sera stessa e io volevo essere gentile ed aspettarlo per accompagnarlo a casa. Si trattava di Run the Jewels, durante il tour di “Run the Jewels 2” (miglior disco del 2014 per Pitchfork), un disco che ho ascoltato per mesi in cuffia e se ci penso ancora mi mangio i coglioni fino al gomito.
Nel frattempo qualcuno ha veramente preso sul serio il verso di Close your eyes (and count to fuck): “When you niggas gon’ unite and kill the police, motherfuckers?” (- Killer Mike mandante morale? – ), Bernie Sanders ha ufficialmente appoggiato Hilary Clinton e il Danno ha presentato il documentario “Digging New York”, che lo vede come protagonista, con un dj set al parco della Martesana (pian piano arrivo al sodo eh).

Proprio il Danno, per cui ho chiaramente una stima immensa, incarnava però un atteggiamento che trovo fastidioso e largamente condiviso nel nostro paese, in diversi ambiti. Ad un certo punto del documentario si dilungava a parlare con Jojo Pellegrino, un buzzicone di Staten Island intento a fare una grigliata dietro l’altra, un personaggio che io avrei liquidato come uno dei peggio tamarri che infestano e rovinano questa cultura (musicale e non); e che veniva invece rivalutato alla luce del fatto che fosse un portatore sano di “hip hop” americano, quello vero in inglese, da cui è nato tutto ecc.

Considerando la cultura come ibridazione, mi da fastidio questo continuo incensare “chi l’ha fatto prima” come se fossero degli dei intoccabili, e come se da questo lato dell’Atlantico il nostro massimo risultato possa essere solo uno scimmiottamento il più aderente possibile all’originale.

Per questo motivo, vedere come sono “gli americani” dal vivo partendo da altri punti di vista e strumenti culturali, ero incuriosito dal concerto di Tyler, the Creator.

Tyler, the Creator è per me una figura incredibilmente carismatica, con aspetti contrastanti della sua personalità al tempo stesso positiva e negativa.
Americano di origine nigeriana, è un ragazzino del ’91, che ha fatto il botto nel 2011, a soli diciott’anni, con l’album Goblin. Il video di Yonkers conta ad oggi più di 84 milioni di visualizzazioni. Si presenta con una fisicità molto particolare: ha le braccia lunghe lunghe, salta dappertutto, è magrissimo ma con gli addominali scolpiti.
Ciononostante conserva uno stile sia molto colloquiale nelle sue canzoni, legato soprattutto alla cosmogonia della sua crew Odd Future / Wolf Gang, sia molto introspettivo quando lascia la parola al suo alter ego Wolf Haley. Non a caso infatti, anche durante il concerto, i punti più alti li tocca nei pezzi che parlano di suicidio o all’odio verso il padre mai conosciuto.
Spesso criticato per il sessismo dei suoi testi, gioca tuttavia spesso con atteggiamenti omosessuali (vedi il video di Rella) e varie stupidaggini da palcoscenico che danno però l’impressione che sia già un artista navigato.

Al Carroponte si presenta con Taco (di cui sento gli ultimi minuti di un dj set che sembrava abbastanza miserevole) e Jasper Dolphin (tecnicamente nemmeno un rapper), nel più piccolo dei due palchi all’aperto.
L’atteggiamento è quello superenergetico che ti aspetti, nonostante un po’ di spaesamento generale (forse per non aver visto in giro abbastanza McDonald’s).
Per gli standard a cui sono abituato c’è un numero incredibile di cellulari accesi a registrare video tra il pubblico, che conosce comunque tutti i ritornelli a memoria. Tyler scatta come un grillo su tutto il palco, giocando col pubblico con numeri da performer consumato, del tipo:

– osservare simpaticamente, in tono Black Lives Matter: “Hey, è pieno di neri anche qui!”;
– inscenare il lancio e rilancio di un reggiseno tirato sul palco;
– fingere di litigare con un fan rivolgendosi con un: “I run this shit – not you”
– dividere il pubblico in due per gridare wolf gang / golf wang e poi bullarsi di aver guidato la metà più rumorosa
– giocare con un palloncino a forma di alieno che arriva dal lato destro del palco
– invitare tutti ad accovacciarsi o togliersi la magliette a seconda di quello che gli suggerisce il beat

WP_20160712_001

In questa foto sfuocata si può vedere Tyler sul lato sinistro del palco, mentre Jasper cerca di sistemare il palloncino a forma di alieno al centro

Il punto di svolta arriva circa a metà del concerto, pressappoco durante 48, Bimmer e IFHY. Finalmente la gente si rilassa, e dal palco sembrano assumere un atteggiamento meno scarico dell’inizio, con più confidenza.
Quando canta a cappella Tyler mostra un flow strepitoso; il discrimine vero tra i rapper americani (o francesi) e quelli italiani è sempre stata la capacità di cantare dal vivo con la voce ferma come da disco.
Da lì in poi, è tutta una tirata fino alla fine dai pezzi nuovi di Cherry Bomb (Death Camp sopra tutti), che contengono spesso richiami più pop da major, alla classica chiusura con Tamale, giunta purtroppo troppo presto. A un certo punto piove infatti un: “Sono stanco, vado a farmi una doccia. Ciao! ” e alle 23:05 tutti a casa senza nemmeno il tempo per un bis.
Insomma, considerate le grandi attese costruite attorno alla propria immagine il voto finale è un 6 e mezzo. Sotto sotto della sostanza rimane e ne sentiremo parlare ancora per un po’.

Annunci


No Responses Yet to “Sono stato a sentire Tyler, the Creator e questo non è un articolo di Vice”

  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: