Uzeda 30th! Una sarabanda di concerti fantastici raccontati attraverso fancy piccioni

08Giu18

Mestolate si riunisce dopo una serie di percorsi paralleli generalmente improntati al fallimento. Come i più banali piccioni viaggiatori, voliamo ineluttabilmente verso la nostra colombaia d’origine, quella del RUOCK anni 90 ormai assurto a spauracchio della nostalgia para-fascista da gran parte della critica musicale più fine in circolazione. Sordi all’incedere della storia, che scioglie tutto ciò che appariva di granito, sogniamo di volare sopra la grandezza mentre grufoliamo tra pizzette e minne di Sant’Agata.

Il luogo della nostra reunion, fisica ed editoriale, è il trentesimo compleanno degli Uzeda. I nostri hanno riunito a Catania une serie di gruppi della vita, roba che il complesso del colonizzato respirato in Sicilia rende anche solo difficile pensare – e che chiunque altro bolla, anche giustamente, come sterile parata di vecchietti. Shellac, June of 44, The Ex, Black Heart Procession, Three Second Kiss, Stash Raiders, Tapso II. Spoileriamo da subito: due giorni di concerti bellissimi, in cui davvero niente è andato storto. In cui anche solo fare le classifiche di chi ci è piaciuto di più si riduceva in uno scacco. Alla faccia della nostalgia, il punto è semplicemente che questi gruppi ci hanno dato emozioni che non riusciamo a trovare altrove.

A onorare la forma diversificata della loro intensità, abbiamo deciso di recensire ognuno dei concerti paragonandoli a piccioni da gara di bellezza. Questa cosa non ha alcun motivo. Le foto dei piccioni vengono dal meraviglioso sito Bizzarro Bazar.

 

UZEDA 

Gli Uzeda hanno aperto entrambe le serate all’Afrobar (25 e 26 Maggio). Due concerti diversi per brani e dinamiche, ma identici per saliscendi emozionale. Tutti i gruppi a seguire hanno speso delle parole per sottolineare che gli Uzeda li hanno cambiati, ed è impossibile pensare che si trattasse di formule di cortesia. Cioè, era impossibile vederli senza esserne cambiati, restare indenni attraverso la voce tremolante di Giovanna nell’introduzione, le urla che le scorticavano la gola, le melodie incredibili che seguivano subito dopo. Un suono perennemente imploso, schiacciato su se stesso ma bruciante di emozioni. Perfettamente in linea con l’aplomb a un tempo nobiliare e ferino dell’esemplare qui sotto:

odc-layne-gardner

THREE SECOND KISS 

Il gruppo con il figlio degli Uzeda alla batteria, con arpeggi totalmente metallici in controtempo, ma è come se gli Uzeda prima accelerassero e poi rallentassero, e i Three Second Kiss invece l’inverso. Il tutto rappresentato dal contorsionismo di questo piccione, che ritrae il collo all’indentro come ad evitare la decapitazione:

three-second-kiss.jpg

THE BLACK HEART PROCESSION

Con questo nome, qualcuno si immagina un funerale, qualcuno una festa religiosa di paese con una qualche reliquia portata in corteo. Non abbiamo nessun affanno a cercare su wikipedia. I toni sono cupi, con la sega elettrificata suonata con l’archetto sembra di stare dentro A Nightmare Before Christmas. Gotici e rossastri come questo nostro amico:

black_heart_procession.jpg

SHELLAC

“I’m a plane!” grida Steve Albini, con le braccia aperte. Le metafore dell’aria e dell’acqua si susseguono varie volte in questi giorni. In effetti non sembra nemmeno di stare sulla terraferma. Il palco è davanti alla sabbia, sotto la luna piena, nella diretta traiettoria degli aerei che partono ogni dieci minuti circa dal vicino aeroporto, e spesso il rombo dei motori si mescola benissimo ai suoni del palco. La sistemazione millimetrica e maniacale dei microfoni crea attesa. Le battute in siciliano non la deludono. Ma in realtà Albini è un piccione tutto tronfio, in posizione eretta:

shellac.jpg

STASH RAIDERS

Il secondo gruppo del figlio degli Uzeda, all’organo e voce. Mescolano tantissimi generi nel giro di pochi minuti, passando dal funky al prog, psichedelia, videogiochi e sax elettronico. Generalmente presi bene e arruffati:

stash-riders.jpg

TAPSO II

Il violino elettrificato fa sempre un certo effetto, anche per rilassarsi un attimo e riprendere fiato quando le zampe si fanno pesanti:

tapso_ii.jpg

JUNE OF ’44

Alla fine che c’è di meglio di un piccione semplice, chiazzato marrone? I June of ’44 non suonavano insieme da quasi vent’anni, e si sono riuniti per fare un regalo di compleanno agli Uzeda. Non solo, hanno anche stampato delle magliette con lo stemma della città di Catania, la fontana dell’Elefante, sotto un cuore e la scritta “amicizia” in italiano. Non solo, hanno anche letto un discorso di ringraziamento di cinque minuti, in italiano, rivolgendosi ai cetacei. Incredibile.

june-of-44.jpg

THE EX

“Sembravano turisti tedeschi e invece sono serial killer” (cit.). Quando mancava il groove, gli olandesi sono arrivati prontamente a chiudere la serata in grande stile. Movimenti pazzeschi, sonori e non, coi due chitarristi non-cantanti che si inseguono sul palco come cani impazziti, e il terzo in mezzo con gli occhi a palla:

the-ex.jpg

E via, tutti in volo, di nuovo.
Grazie e ciao.



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