Archive for the ‘666’ Category

      Sto scrivendo la recensione di “Bubblegum” a memoria, senza riascoltarlo, aspettando in un bar. È la prima volta che mi capita. “Bubblegum” mi ha fatto scoprire Mark Lanegan, o forse viceversa, il grunge e gli Screaming Trees e una bellissima pubblicazione sulla scena di Seattle mi hanno fatto scoprire Mark Lanegan e […]


Lo odiavo quel gatto, ma in realtà c’era qualcosa di più. Esiste un termine in giapponese per indicare qualcosa di così tenero e carino che vorresti ucciderlo. Con quel gatto era così, più o meno, fatto sta che ero geloso di lui. Ogni volta che lei muoveva un passo, lui era sempre a ruota, saltava […]


Questioni

23Gen14

Qual è il momento migliore per andare a fare la pipì ad un concerto? Prima, durante o dopo? Appena subito dopo le prime due canzoni, quando c’è una minima pausa per rifiatare, o verso i tre quarti dell’esibizione, che si intuisce culminerà nel finale? E se il concerto è di Fratello Metallo? Almeno per quest’ultima […]


Gli editoriali di Novembre e Dicembre su Rumore hanno dipinto lo scenario grottesco di una rivista subissata da richieste di assunzione/collaborazione/recensione e chi più ne ha più ne metta – spesso inviate totalmente a cazzo di cane, senza alcuna idea di cosa sia Rumore e senza una vera motivazione di fondo: se mi rispondono apposto, […]


Quello che stiamo per presentare si spera possa divenire, un giorno, un vero e proprio filmato d’antologia, di quelli da recuperare nei vecchi scaffali polverosi per venire orgogliosamente mostrato ai propri figli esclamando: “Io c’ero!”, nonostante nessuno di noi avrà dei figli (“e cosa racconteremo / ai figli che non avremo / in questi cazzo […]


Il 14 Settembre suonano i Kvelertak a Brisbane. Non sono il mio gruppo preferito, ma vale la pena vederli. Io, dentro la mia testa, vivo ancora a Santa Croce Camerina in Provincia Di Ragusa – se nei paraggi passa Roy Paci, c’è almeno un discreto dibattito sulla possibilità residua di andare al concerto. E quindi […]


Il concetto bourdieuiano di “capitale culturale” è abbastanza noto: si tratta di un capitale distinto da quello economico ma (come il capitale sociale e quello simbolico) mutualmente convertibile con esso. Possiamo immaginarlo come l’insieme di gusti, vedute, stili che qualificano una persona come “raffinata”. Il capitale culturale nasce dalla “distribuzione ineguale di pratiche culturali, valori […]